Relazione finale del Presidente Marina Isidori sul mandato 2009-11
Cari Soci,
sono trascorsi rapidamente i due anni di mandato 2009-2011 del Consiglio Direttivo presieduto da me, Marina Isidori e composto da Claudia Mattioli (Vice Presidente), Anna De Lieto (Segretaria), Paola Santamaria Amato (Tesoriere), Enrico Sanseverino (Comunicazione e webmaster), Geppo Avino, Marc Innaro, Roberto Ruggiero, Dario Russo e vorremmo fare alcune considerazioni sul cammino che abbiamo percorso.
Ci eravamo impegnati a raccogliere l’eredità di tante persone che dal 1984, anno di costituzione della nostra Associazione, con la loro dedizione ed il loro impegno hanno tutelato, difeso e valorizzato il Monte Faito. Nani sulle spalle di giganti abbiamo rilanciato un programma di sviluppo e trasformazione dell’Associazione per renderla sempre più visibile sul territorio. Con entusiasmo abbiamo cominciato a lavorare, avvertendo sempre intorno a noi un forte spirito di appartenenza e l’interesse di tanti soci a collaborare. Se in questi due anni siamo cresciuti, se le nostre azioni hanno raggiunto lo scopo prefissato, il merito è stato di tutti.
Vorremmo quindi, in maniera sintetica, ricordare le attività intraprese, i problemi incontrati e gli obiettivi raggiunti in questo biennio.
Già dai primi momenti dall’insediamento abbiamo cercato di perseguire l’obiettivo di far conoscere sempre più l’Associazione al di fuori del contesto faitense e favorire l’interazione con le istituzioni che insistono sul territorio. Sono stati ufficialmente incontrati i sindaci di Cast.mare di Stabia e di Vico Equense per dare la piena disponibilità dell’Associazione a partecipare a tavoli di confronto per la promozione del territorio e per il suo sviluppo. L’invito è stato raccolto dall’ex sindaco di Cast.mare, Dott. Vozza, che in seguito ai numerosi movimenti franosi del versante nord di Monte Faito ha coinvolto l’associazione nelle richieste di intervento presso la Prefettura di Napoli, la Protezione civile, la Regione e la Provincia. La partecipazione di più soggetti alla problematica ha determinato l’erogazione di un sostanzioso contributo economico (160.000 euro), con gli estremi della somma urgenza, da parte della Regione, per la realizzazione degli interventi di ripristino del movimento franoso e conseguente possibilità di percorrenza, anche se a proprio rischio e pericolo della strada privata Cast.mare/Monte Faito. Nonostante richiesto, non siamo riusciti, invece, ad incontrare il nuovo Sindaco di Castellammare, Luigi Bobbio, ma ritengo che il messaggio di impegno dell’associazione sia arrivato e presto si stabiliranno, con la città alle porte del Faito, buoni contatti utili alla realizzazione di progetti come quelli già intrapresi con il Sindaco di Vico Equense, Gennaro Cinque, che hanno consentito la realizzazione di numerose iniziative. I rapporti avviati con l’attuale Presidente dell’Ente Parco dei Monti Lattari, dott. Gino Marotta sono stati fruttuosi al contrario di quanto accaduto con il precedente Presidente, dott.ssa Savarese, con la quale non si era riusciti ad interagire in maniera costruttiva. Relazioni sono state allacciate con altre associazioni che insistono sul territorio, il CAI di Cast/mare di Stabia e Libero Ricercatore, e sono state realizzate iniziative di carattere culturale, ludico-sportive e di salvaguardia del territorio.
Una immagine dell’Associazione sempre più integrata con il territorio, più vicina ai soci, agli amici e agli estimatori della montagna è stata ottenuta anche grazie ad una efficace strategia di comunicazione interna ed esterna con grande attenzione al sito web, nel quale sono state aggiunte diverse pagine sulla storia del Faito, per gentile concessione del Prof. Pierroberto Scaramella, autore del volume ” La montagna sul mare – Scritti e immagini d’ascensione al Faito e alla catena dei Monti Lattari (1877-1983) ” Paparo Edizioni, 2001, pagine di botanica curate dalla Prof. Assunta Esposito della Seconda Università di Napoli corredate da foto di alcune piante tipiche del Faito, e una pagina meteo, grazie a Dario Russo, proprietario della stazione meteorologica. Inoltre, siamo riusciti ad avvicinare molti giovani all’Associazione, i quali, riconoscendo ad internet il valore di piazza virtuale e di luogo di interazione, hanno condiviso la scelta di inserimento del profilo Pro Faito Onlus su Facebook che ha raggiunto, ad oggi, più di quattromila amici.
Al fine di promuovere iniziative tendenti a sviluppare il turismo e a far conoscere la Pro Faito sul territorio l’associazione è intervenuta con una propria relazione ad un Convegno organizzato da alcune associazioni culturali stabiesi, avente per argomento il ruolo del Monte Faito come fronte sorgentizio delle acque minerali di Castellammare di Stabia ed ha partecipato ad un incontro, presso l’Hotel Sant’Angelo, promosso dai Lions durante il quale sono stati individuati, dal socio Prof. Arch. Sergio Brancaccio, numerosi interventi da intraprendere per la valorizzazione del Faito.
Un importante risultato ottenuto è stato il riconoscimento, in data 29 Ottobre 2010, da parte della Direzione Regionale della Agenzia delle Entrate, della qualifica di ONLUS (Organizzazioni Non Lucrative di Utilità Sociale) nei confronti della Associazione Pro Faito con Protocollo n° 2010/46622, sussistendo i requisiti formali prescritti dall’art.10 del D.L. n.460 del 1997 (.. organizzazioni che prevedono la tutela e la valorizzazione della natura e dell’ambiente, con esclusione dell’attività, esercitata abitualmente, di raccolta e riciclaggio dei rifiuti urbani, speciali e pericolosi…) e l’iscrizione dell’Ente all’Anagrafe Unica delle Onlus per le motivazioni e secondo i riferimenti normativi riportati nell’Atto in possesso dell’Associazione. Questo riconoscimento ha già comportato la possibilità di iscrizione a beneficiare del 5 per mille per l’esercizio finanziario 2011. Il riconoscimento di ONLUS ha determinato la modifica dell’intestazione e delle condizioni del Conto Corrente Postale (abolizione imposta di bollo) ai fini di una trasparente gestione dei rapporti con enti pubblici e privati e di una corretta gestione delle risorse come da norme per le onlus vincolanti. Le numerose modifiche apportate allo Statuto redatto all’atto della costituzione dell’associazione nel 1984, discusse ed approvate dall’assemblea straordinaria dei soci tenutasi in data 26.08.2010, hanno determinato, agendo ormai l’associazione ai sensi e con gli effetti del decreto legislativo 4 dicembre 1997 n. 460, la stampa del nuovo Statuto che è stato distribuito ai soci durante l’ultima assemblea e che è stato inviato a tutte le Autorità che insistono sul territorio. E’ stato proprio durante l’assemblea che anche a causa della nuova connotazione giuridica è emersa la necessità di procedere a stilare un regolamento dell’associazione, un documento interno, un complesso di norme che disciplini il funzionamento e le attività della stessa.
Una ulteriore promozione dell’associazione è avvenuta attraverso la ormai consueta stampa del calendario con le foto premiate al concorso fotografico dell’anno precedente, la distribuzione di cappellini con il logo dell’associazione, e la stampa di magliette e felpe “I love M. Faito” che sono state oggetto di contributi volontari soprattutto di non associati che hanno consentito di ottenere un introito piuttosto interessante per l’Associazione. A tale proposito bisogna far presente che il rendiconto di cassa dell’Associazione durante questo mandato si è chiuso con una situazione contabile piuttosto vantaggiosa nonostante da due anni sia stata modificata la quota associativa che non è più per famiglia ma individuale. Tutto ciò è stato possibile grazie ad un incremento del numero dei soci, alle entrate per contributi volontari legate ai gadget prodotti e, fondamentalmente, ad una politica del Consiglio indirizzata a limitare al massimo le spese per attività ed eventi. Il Consiglio ha, infatti, fatto spesso riferimento alle competenze che esistono tra gli associati che si sono resi disponibili a contribuire ai diversi bisogni e alle richieste dell’Associazione con grande spirito collaborativo. Il risparmio ottenuto ha consentito nell’ultimo anno di stanziare alcuni fondi per opere di promozione del territorio quali la posa di graticciate per il contenimento del terreno presso l’abbeveratoio appena recuperato, la posa di indicazioni in legno, perfettamente scolpite dagli ospiti della Comunità “Il Camino” per le neviere, l’abbeveratoio e i faggi secolari (per i quali si sta provvedendo a richiedere alla Forestale l’iscrizione nell’elenco degli alberi monumentali censiti in Campania per favorirne la tutela) e che sono state inaugurate nel momento di passaggio delle consegne al nuovo Consiglio Direttivo. Obiettivi ambiti prefissati ma non raggiunti dal Consiglio uscente sono la campagna di raccolta di fondi per il recupero delle vie dell’acqua (ripristino del vecchio cisternone presso la località I Laghetti e recupero della Fonte della Lontra) e la nuova cartellonistica delle strade del Faito per le quali si è già provveduto al censimento.
Allo scopo di promuovere e realizzare azioni concrete di difesa e di contrasto agli usi impropri del territorio e per il miglioramento e la sicurezza delle aree interessate, l’Associazione si è mossa su più fronti:
- Ha presentato un esposto al fine di attivare la competente Procura della Repubblica per i necessari accertamenti sulla segnalata e documentata presenza di amianto lungo alcuni tratti della strada privata Cast/mare-Faito e lungo il sentiero che dalla Funivia raggiunge il S. Michele passando per la Cresta. Tale azione ha comportato l’intervento delle autorità competenti e la bonifica delle zone pubbliche anche se non ha interessato le parti private, mentre il procedimento per l’amianto presente in alcuni canaloni del Faito è stato archiviato, nonostante fosse stata presentata istanza di opposizione all’archiviazione alla Procura di Torre Annunziata.
- Ha inviato a Regione, Provincia, Ente Parco, Protezione Civile, Corpo dei Vigili del Fuoco, Corpo Forestale e Sindaci l’invito a verificare lo stato dei luoghi e quindi ad intervenire, per quanto di loro competenza, sulla messa in sicurezza del territorio relativo alle aree attraversate dalla ex strada privata Cast/mare di Stabia-Quisisana/Monte Faito per il pericolo idrogeologico di tale versante, peggiorato dal taglio indiscriminato di alberi e conseguente incremento del rischio di frane e smottamenti. L’Associazione ha fatto presente che la gestione del patrimonio boschivo è doverosamente regolamentata da definite norme di legge che presuppongono, tra l’altro, le dovute richieste di autorizzazioni al taglio e modalità di intervento per la riduzione del rischio. Ha chiesto, quindi, agli uffici preposti di verificare la sussistenza dei rischi e controllare che gli obblighi derivanti da quelle attività, che comunque devono essere autorizzate, siano condotte nel rispetto delle indicazioni come da normative. Che tale strada sia oggi non praticabile ufficialmente, nonostante rappresenti l’unica via di fuga alternativa alla Faito/Vico Equense, è un particolare rispetto al rischio molto più serio relativo alla possibilità di frane sulla città di Castellammare.
- Ha comunicato alle Autorità competenti che nei boschi del Faito, spesso, si ritrovano gruppi di giovani, in tuta mimetica, che praticano il “soft- air” senza cartelli indicanti la simulazione di wargame. L’Associazione è a conoscenza che, grazie alle denunce e ai numerosi articoli della stampa, il Presidente dell’Ente Parco dei Monti Lattari si è attivato per evitare tale pratica non solo perché attuata in zona protetta ma anche per la frequentazione dei boschi da parte di bambini, ragazzi e relative famiglie che possono allarmarsi alla vista di pseudo-militari, ma ha comunque invitato le Autorità, in virtù dei propri scopi statutari, ad intraprendere tutte le opportune iniziative tese a salvaguardare l’integrità del territorio sia sotto il profilo ambientale (vedi bio-degradabilità di quanto sparso sul terreno) che della sicurezza.
- Ha invitato Don Catello Malafronte a rimuovere la cancellata che conduce al piazzale S. Michele e le recinzioni elettrificate poste tra il complesso Don Orione e la Casa del Vescovo (località Montagnelle) al fine di ripristinare la pubblica fruibilità di questi luoghi.
- Per la prevenzione del parassita Processionaria su Pinus nigra ha richiesto all’ Azienda Sanitaria Locale Napoli 3 Sud di Sant’Agnello di intervenire ai sensi del Decreto 17 aprile 1998 - Disposizioni sulla lotta obbligatoria contro la processionaria del pino “Traumatocampa pityocampa“- (Gazzetta Ufficiale n. 125 del 01-06-1998) per la tutela della salute pubblica e degli animali.
- Ha richiesto, come peraltro numerosi singoli soci, ed ottenuto che il Comune provvedesse alla sterilizzazione, in fasi successive, di cani da lasciare poi nuovamente liberi sul territorio.
I contatti costanti e continui con il Sindaco di Vico Equense hanno consentito che si realizzassero numerose iniziative e si attuassero rapidamente alcuni tra i progetti già in cantiere presso l’Amministrazione comunale:
- si è concretizzata la raccolta differenziata e la consegna alle singole famiglie di compostiere per la raccolta dell’umido che hanno diminuito, eliminando i cassonetti, sporcizia e spargimento di rifiuti da parte di animali randagi.
- Di grande rilievo è stato l’intervento di recupero del Pian del Pero con l’eliminazione di quanto restava della vecchia recinzione in cemento e ferro dell’ex galoppatoio, intervento richiesto con forza e determinazione dall’Associazione e che ha consentito di riappropriarsi di una zona di grande interesse paesaggistico e di notevole frequentazione da parte dei villeggianti.
- Per garantire i servizi di emergenza durante il periodo di maggiore frequentazione della montagna l’Associazione ha sostenuto, presso il Comune di Vico Equense già impegnato in tal senso, l’attivazione di un servizio di ambulanza e un presidio di guardia medica presso il Campo Sportivo.
- La proposta di apertura di un info point, durante il mese di agosto a partire dal 2010, ha trovato facile accoglimento da parte del Comune in quanto già in fase di realizzazione con l’Ente per il Turismo. L’associazione ha coinvolto il Presidente dell’Ente Parco dei Monti Lattari, dott. Gino Marotta, per l’invio di materiale informativo e cartine per facilitare i turisti nell’utilizzazione del comprensorio montano. Solo per il mese di Agosto 2010 è stato garantito dal Comune di Vico, anche se a pagamento, un servizio di navette per i turisti che dal Piazzale della Funivia che raggiungesse i luoghi più frequentati della montagna (Piazzale dei Capi, Campo Sportivo, Chiesa di S. Michele) per migliorare il flusso turistico e rilanciare un uso, ecologicamente più corretto, della montagna.
Durante il primo anno di mandato si è fortemente acuita la problematica relativa all’impianto di trattamento dei reflui urbani, Comof. Il Consiglio dell’Associazione si è impegnato per cercare di dirimere la questione favorendo incontri tra le parti (ATO3, Regione) e partecipando, anche nelle persone di alcuni soci oltre che del Presidente, a diversi incontri della Conferenza dei Servizi presso il Comune di Vico Equense ma con scarsi risultati. Dopo la chiusura imposta al COMOF dal Comune, nella primavera del 2011, i reflui urbani di residenti ed esercenti del Faito sono arrivati non depurati nel rivo Capaiuolo con sversamento di natura organica sul suolo mentre venivano eseguiti lavori d’urgenza per la costruzione della rete fognaria, della rete idrica da San Salvatore, di predisposizione della fibra ottica, dell’impianto di illuminazione pubblica oltre che l’installazione di postazioni antincendio. Purtroppo, tali lavori si sono prorogati, con disagi notevoli per i faitensi e con un sovraccarico ambientale, per un tempo superiore al previsto. E’ stata quindi inviata richiesta, alle Autorità competenti, di accelerare quanto più possibile il compimento di tali opere, così importanti per i servizi fondamentali da rendere al cittadino, in quanto risolutive dell’annoso problema dell’acqua e delle fogne che ha reso particolarmente disagevole l’utilizzo delle abitazioni al Faito. Per limitare al massimo gli eventuali danni dovuti allo sversamento di reflui non trattati provenienti dai pochi residenti e dalle limitate attività degli esercenti in un periodo dell’anno di bassa frequentazione, l’Associazione si è fatta promotrice della ricerca sul territorio di almeno un fornitore di detergenti completamente biodegradabili a prezzi vantaggiosi per i residenti e gli esercenti del Faito che ne hanno fatto richiesta.
Il Consiglio ha fortemente voluto accostarsi a quelle che sono le problematiche degli operatori turistici del Faito che, nel passato non erano stati considerati tra gli obiettivi dell’associazione. Il dialogo si è stabilito con una certa difficoltà ma grazie anche alla disponibilità a fornire le proprie competenze da parte dell’ing. Claudio Curcio, si sono creati alcuni presupposti per futuri progetti di sviluppo delle attività recettive. La prima iniziativa intrapresa dall’Associazione di concerto con gli operatori turistici è stata una petizione per scongiurare la ventilata possibilità di mancanza di acqua potabile nella stagione estiva sollecitando gli Enti preposti alla manutenzione delle opere idriche. Su richiesta degli operatori turistici, nella primavere del 2010, il Consiglio ha invitato la Direzione della Vesuviana a considerare la possibilità di ampliare l’orario delle corse della funivia per agevolare ed invogliare la fruizione di questo veloce mezzo di trasporto e dare l’opportunità di accedere alla montagna non solo in piena estate ma anche nei mesi più freddi. L’ing. Rozza, responsabile del servizio funivia, si è mostrato grato all’associazione per la lettera inviata che gli ha consentito di trasmettere una richiesta motivata alla Provincia per fondi da appostare allo scopo. Nella istanza indirizzata alla Direzione della Vesuviana si chiedeva anche di considerare la possibilità di istituire un servizio di navetta, ma le richieste sono state disattese.
Importante punto di riferimento per tutti è stata la possibilità di avere una sede, anche se assolutamente temporanea, per gli associati e per gli ospiti, visto anche il disorientamento provato per la chiusura della sede storica presso il Grand Hotel da cui la necessaria modifica del domicilio fiscale dell’Associazione presso il Piazzale dei Capi. La concessione da parte dell’ing. Ottavio Cannas di due vasti locali presso l’ex stazione dei Carabinieri, ripristinati dall’Associazione con la fattiva collaborazione di alcuni soci e del Comune, che ha provveduto alla fornitura di energia elettrica, acqua e sedie hanno consentito di ritrovare uno spirito di aggregazione tra i soci che si era affievolito nel tempo.
Per avere la memoria storica di ciò che è ed è stata l’Associazione sin dagli anni della sua costituzione si ritiene di dover allestire un archivio storico dell’associazione in un luogo stabile e fruibile da tutti. A tale scopo è stata individuata la Biblioteca Comunale di Vico Equense, nella quale è stato gentilmente messo a disposizione dal Sindaco uno spazio dedicato. Si rinnova quindi l’invito a tutti i soci, ai membri dei precedenti Consigli direttivi e ai past president, eventualmente in possesso di materiale utile allo scopo, di produrre tali documenti al Consiglio Direttivo per curarne la raccolta, la catalogazione e la conservazione, anche su supporto informatico.
Questa relazione vuole essere il mio contributo alla fiducia che i Soci prima e i Consiglieri poi mi hanno accordato per il biennio appena trascorso. Tanto è stato fatto ma molti progetti devono essere ancora sviluppati e questa è stata l’occasione non solo per fare bilanci ma anche per individuare punti di forza e criticità dell’associazione. Ringrazio tutti per il sostegno, i consigli e i preziosi suggerimenti e sono particolarmente grata a coloro che hanno lavorato con me con grande e incessante entusiasmo. Auguro al Nuovo Consiglio una grande sinergia di intenti.
Buon lavoro!
Marina Isidori






